Nel parco di Parco di Phnom Kravanh in Cambogia si tagliano alberi per fare posto alla diga di Russei Chrum di un senatore cambogiano oltre i limiti concessi.
“Ripuliscono la foresta per costruire la riserva idrica” dice un residente della comune di O’Soam nella provincia cambogiana occidentale di Pursat, Phan, che ha richiesto a Mongabay di non pubblicare né il suo nome reale che il nome del suo villaggio per paura di subire conseguenze da parte dei costruttori della diga da 70 MW di Stung Russei Chrum Kandal, o diga sul fiume Russei Chrum.

La diga nel parco nazionale di Phnom Kravanh
“In questi giorni passa solo un grande camion con il legname pregiato perché è la stagione delle piogge, ma nella stagione secca ne passano tre o quattro al giorno”.
I lavori per la diga di Russei Chrum iniziarono nel 2023 ed essa si allarga nella provincia vicina di Koh Kong dentro al parco nazionale di Phnom Kravanh, una delle aree maggiori protette della Cambogia.
Questa diga fa parte di cinque dighe progettate sulle montagne del Cardamomo che dovrebbero servire per la sicurezza energetica cambogiana di energia pulita. Ma le ultime rilevazioni satellitari indicano che un vasto diboscamento sta avvenendo al di là dei confini autorizzati dei siti di costruzione.
Phan ha detto che non si può accedere ai siti dove esistono vari posti di blocco sorvegliato da militari delle forze armate reali cambogiane, RCAF.
“Prima entravamo per pescare e porre l’equipaggiamento necessario, ma ora non ci è permesso più. Hanno posti di blocco, truppe. Dicono che le truppe sono venute a proteggere le foreste, ma la compagnia li usa come guardie di sicurezza e non possiamo entrare o uscire.” racconta Pham.
I costruttori della diga hanno il permesso di ripulire la foresta per un’area di 2898 ettari, quella che sarà alla fine inondata.
Le immagini satellitari mostrano confini differenti
Ma le immagini satellitari indicano che hanno costruito una segheria appena fuori dall’area del bacino idrico, da cui si estende una vasta rete di piccole strade, che disboscano alberi fino a 3 chilometri al di fuori del cantiere designato per la costruzione del bacino idrico. Nessuna delle attività di disboscamento al di fuori dell’area del bacino corrisponde ai piani pubblicamente disponibili per la diga e tutto avviene all’interno di foreste legalmente protette.
Il parco nazionale di Phnom Kravanh ha una superficie di 926mila ettari ed è una delle ultime e migliori roccaforti di foreste secolari della Cambogia. (NdT Per confronto il Parco del Pollino, il maggiore in Italia, è di 193mila ettari).

Qui vivono varie specie in pericolo di estinzione tra cui la lontra dal pelo liscio (Lutrogale perspicillata) elencata come vulnerabile nella Lista Rossa dell’IUCN, così come gli elefanti asiatici in via di estinzione (Elephas maximus), il vulnerabile orso nero asiatico (Ursus thibetanus) e il pangolino della Sonda (Manis javanica).
Phnom Kravanh è anche il sito del controverso piano della Cambogia di reintrodurre le tigri, ma gli habitat di questi animali, insieme ai tradizionali terreni di caccia delle comunità indigene che risiedono nei Monti Cardamomi, vivono una pressione crescente a causa della costruzione di dighe idroelettriche sia nel Parco nazionale di Phnom Kravanh che nell’adiacente Santuario della fauna selvatica di Samkos.
Troppe dighe idroelettriche sulle montagne del Cardamomo
Tra queste due aree protette operano già cinque dighe ed altre cinque sono in costruzione, mentre le riserve pianificate insieme occuperanno oltre 15mila ettari.
A marzo 2025, è apparsa una radura a nord del bacino idrico progettato nel cantiere di Russei Chrum Kandal sulle immagini satellitari, grande circa 14 ettari. La radura ha i tratti distintivi di un impianto di lavorazione del legname: pile che ricordano il legname segato ed edifici lunghi e stretti simili a quelli che ospitano le seghe a nastro tipicamente utilizzate per tagliare i tronchi. Nelle vicinanze, le immagini satellitare suggeriscono che abbiano costruito una grande strada attraverso la foresta che attraversa il confine provinciale Koh Kong-Pursa.
Da questa strada si possono vedere numerosi sentieri più piccoli che si diramano verso aree boschive.
Mongabay ha condiviso le immagini satellitari con due esperti forestali indipendenti che hanno una vasta esperienza nel monitoraggio dei crimini forestali in Cambogia. Entrambi hanno confermato che le immagini indicano un disboscamento selettivo, in cui i commercianti di legname cercano le specie più antiche e preziose da abbattere piuttosto che disboscare la foresta.
Quando i militari proteggono un parco nazionale
Un esperto che preferisce l’anonimato cita il suo lavoro in corso in Cambogia, ma l’altro, Marcus Hardtke, ha osservato che il modello è diventato visibile durante le stagioni secche del 2025 e del 2026 e assomiglia molto a un modello di disboscamento che, a suo dire, aveva osservato nello stesso periodo presso la diga di Stung Meteuk, in costruzione nel Phnom Samkos Wildlife Sanctuary.
I posti di blocco sono visibili anche nelle immagini satellitari di Russei Chrum Kandal, che —insieme alla presenza segnalata di personale della RCAF e all’accesso limitato al sito della diga — suggeriscono che la ripulitura delle foreste non può avvenire all’insaputa del costruttore della diga.
Allo stesso modo, più a sud, a Koh Kong, il sito della diga Veal Thmor Kambot da 100 MW mostra segni simili di disboscamento illegale, secondo le immagini satellitari. Nello stesso arco di tempo hanno costruito quello che sembra essere una segheria simile a quella vista nel sito della diga di Russei Chrum Kandal.
Sono inoltre presenti sentieri serpeggianti che si estendono fino a 5 km dai confini del sito del bacino idrico progettato, visibili nelle immagini satellitari.
La diga di Veal Thmor Kambot è situata sia all’interno del Parco nazionale di Phnom Kravanh sia nell’area del progetto Southern Cardamoms REDD+, il principale progetto di conservazione della ONG locale Wildlife Alliance, che da tempo è sotto esame per presunte violazioni dei diritti umani e non è riuscita a impedire lo sviluppo di progetti idroelettrici che favoriscono la deforestazione.
John Willis, CEO di Wildlife Alliance, non ha risposto alle domande scritte inviate da Mongabay.
Il ministro dell’Ambiente Eang Sophalleth ha letto ma non ha risposto alle domande inviate. In precedenza Sophalleth emise divieti di disboscamento nei cantieri di dighe idroelettriche dove si sospettava che avvenisse l’abbattimento illegale di legname.
I cambogiani che denudano le foreste del Cardamomo
Il silenzio che governo e ONG partner della protezione fa parte di un disegno più vasto secondo l’esperto dei reati forestali, Hardtke.
Lui cita i vasti tratti di palissandro che tagliarono durante i lavori di un progetto idroelettrico nella provincia di Pursat tra il 2009 e il 2012. Erano aziende legate a Try Pheap, che fu uno stretto consigliere dell’allora primo ministro Hun Sen che il Ministero del Tesoro degli USA sanzionò per corruzione.
“I gruppi ambientalisti che nominalmente gestiscono le aree protette colpite non sono intervenuti attivamente, poiché sono controllati da un Ministero dell’Ambiente che è complice e, nella migliore delle ipotesi, hanno cercato di registrare i flussi illeciti di legname, spesso nel corso di anni, senza però mai pubblicare ufficialmente i relativi dati,” ricorda Hardtke.
Nel 2023, l’impresa costruttrice sia della diga di Russei Chrum Kandal che della diga di Veal Thmor Kambot era Khmer Electrical Power che era alla ricerca di personale nella zona di Russei Chrum già a maggio 2026.
Khmer Electrical Power fa parte di Anco Brothers, un conglomerato gestito da Kok An, senatore del Partito popolare cambogiano al potere. Mongabay ha inviato domande agli indirizzi e-mail elencati per le aziende di An nei registri commerciali della Cambogia, ma nessuno aveva risposto al momento della pubblicazione.
La lunga mano di alcuni senatori cambogiani
Il portafoglio aziendale di Kok An comprende tabacco, servizi idrici ed elettrici, casinò e immobili, ma è forse più famoso per il suo presunto coinvolgimento nel traffico di esseri umani e nelle frodi online che hanno alimentato complessi di truffe in tutta la Cambogia ricevendo per questo le sanzioni dal Dipartimento del Tesoro USA nell’aprile 2026.
Pochi mesi dopo, a luglio, il governo thailandese ha emesso un mandato di arresto per Kok An, che in precedenza aveva stretti legami con la Thailandia, che lo definì il “Padrino di Poipet”, una città al confine tra Thailandia e Cambogia nota per il gioco d’azzardo.
La Thailandia sospettava che il Crown Casino Resort di Kok An ospitasse operazioni di truffa informatica. Le autorità thailandesi hanno sequestrato beni di An per un valore di circa 560 milioni di baht (circa 17 milioni di dollari) e gli hanno revocato il visto di residenza, insieme alla cittadinanza thailandese dei suoi tre figli.
Il figlio di An sposò la figlia di Ly Yong Phat, un altro importante senatore del partito al governo, anch’egli sanzionato dal governo degli Stati Uniti per il suo presunto ruolo nelle truffe informatiche e che sta anche costruendo una diga nelle Montagne del Cardamomo collegata a operazioni di disboscamento illegali.
Avanzano i lavori della diga sul Russei Chrum
Kok An, Ly Yong Phat e il ministro dell’Energia e delle Miniere Keo Rottanak sono stati tutti visti alla chiusura, nel dicembre 2024, di una cerimonia sul fiume Russei Chrum per celebrare una pietra miliare nell’avanzamento della diga.
Pochi mesi dopo questa cerimonia, secondo le immagini satellitari, iniziarono ad apparire cumuli di legname e reti di piccole strade, che mostravano una deforestazione ben oltre i confini approvati per la costruzione del bacino idrico.
Sebbene Mongabay non sia stata in grado di tracciare in modo indipendente i movimenti di quel legname, i media locali hanno riferito nel luglio 2026 che camion appartenenti alla Khmer Electrical Power sono stati fermati e perquisiti nella provincia di Kandal. Ai camion era stato permesso di trasportare alberelli, ma si è scoperto invece che erano carichi di legname di grado 1 – il secondo grado più prezioso in Cambogia sotto il legname di lusso.
Non è chiaro se questo legname provenga da una delle due dighe, ma secondo Hardtke lo sfruttamento delle licenze per la bonifica dei bacini idrici non dovrebbe sorprendere, data la lunga storia della Cambogia.
“Negli ultimi due decenni, ogni progetto di costruzione di energia idroelettrica in Cambogia è stato ampiamente sfruttato per operazioni di disboscamento illegale su larga scala e organizzate da amici del regime, soprattutto sui Monti del Cardamomo”, dice Hardtke.
Gerald Flynn, Mongabay.com