La recente scomparsa del volo della Malaysian Airline, MH 370, ha messo in luce alcune cose che riguardano la sicurezza sia in Malesia che in Thailandia.
Come si sa, due europei hanno avuto i loro passaporti rubati in Thailandia, sono finiti nelle mani di due persone dai tratti asiatici, imbarcatisi sull’aereo scomparso. La cosa che fa senso è quanto rivelato dall’Interpol: la compagnia malese, come tante altre compagnie, non consultano mai il database di passaporti rubati.
Seconda cosa, alla frontiera per ben due volte nessuno si accorge di due europei dai tratti asiatici e nessuno si pone il problema se siano stati rubati o se sono autentici. Sul passaporto del Maraldi non è stata cambiata neanche la foto.
Questo fatto è grave perché la vicina Thailandia è una delle fonti preferite di passaporti rubati per l’alto numero di turisti che arrivano e per la facilità con cui si possono ricavare.
L’isola di Phuket è uno dei luoghi ideali non solo per rilassarsi ma per fare affari non sempre leciti. Scrive Phuketwan:
“Benjawan Narkmaraka gestisce il salone di massaggi BN a Patong e come attività collaterale affitta motorini per i turisti, come tante piccole agenzie per tutta l’isola. Sulla notizia dell’aereo scomparso la polizia locale va al salone di massaggi preoccupata per il modo in cui si rubano i passaporti e si vendono nell’isola. Due persone hanno usato passaporti che non erano i propri su quel volo scomparso usando le identità di un italiano, Maraldi, e di un austriaco, Zobel.
Entrambi sono scomparsi a Phuket a causa della pratica usata di depositare il proprio passaporto in garanzia del fitto del motorino o di una macchina, cosa che tutti i turisti sono costretti a fare.”
L’italiano Maraldi ha raccontato la sua storia al giornale secondo cui una donna si era presentata al negozio dicendo di essere la moglie di Maraldi che aveva depositato lì il passaporto.
La proprietaria racconta la sua versione, secondo cui il Maraldi era un cliente regolare ed in una giornata, in cui al negozio c’era un’altra persona, un uomo russo si è definito amico di Maraldi e ha rilevato il passaporto. In cambio per prova aveva lasciato il passaporto della ragazza di Maraldi il quale al momento di riottenere il proprio passaporto si ritrova tra le mani quello di una russa che aveva già denunciato il furto del proprio passaporto.

La polizia fa ben poco contro questa pratica che continua come se niente fosse. Si spera che questa vicenda spinga ad un maggior controllo, non solo a Phuket ma anche in altre zone dove è forte la presenza turistica.
Questa pratica di tenere il passaporto come garanzia è stata fortemente denunciata anche dai diplomatici occidentali presenti a Phuket ma continua imperterrita. La stessa presenza, a Phuket come in tanti posti della Thailandia, di un giro criminale russo che gestisce un giro di prostituzione rende la situazione ancora più pericolosa.
Se poi si considera che il sistema thailandese si connette male con il database dell’Interpol che contiene le generalità di 40 milioni di passaporti rubati, come ammesso da un funzionario, si capisce il problema della sicurezza quale sia.
Leggiamo da un articolo della Reuters, a cura di Amy Sawitta Lefevre
“A causa dell’immenso numero di visitatori e un applicazione della legge saltuaria, in Thailandia vive un mercato nero in crescita di documenti di identità falsi, ed è qui che i due passeggeri sul volo scomparso della Malaysian Airline potettero chiaramente entrare in possesso di passaporti rubati.
Le autorità lottano per riuscire a tenere la traccia di centinaia di passaporti rubati all’anno. Alcuni si sa vengono venduti attraverso il canale dei trafficanti di droga. Altri si sospetta siano finiti nelle mani dei militanti islamisti.
“I passaporti falsi e il furto di identità è in generale un problema grosso in Thailandia” dice il direttore dell’Interpol Thailandese Apichart Suriboonya che aggiunge che talvolta sono gli stessi proprietari a vendersi il passaporto per coprire il costo del viaggio. I documenti spoi sono trasferiti a mediatori, thailandesi o stranieri, che lavorano nei giri criminali. Talvolta i passaporti sono modificati con una nuova foto, ma talvolta chi li usa pretende di essere il vero padrone.
I due passeggeri dell’aereo scomparso avevano passaporti rubati nell’isola thailandese di vacanza di Phuket.
Sono stati usati per comprare i biglietti in un’altra città di turismo Pattaya per Pechino e poi verso l’Europa….
Al momento non ci sono prove che i due passeggeri siano collegati alla scomparsa del velivolo.
La polizia ha mostrato alla Reuters una copia del passaporto di Maraldi usato per prenotare il biglietto dove vi è ancora la foto originale di Maraldi. Non è chiaro se i biglietti sono stati comprati online o solo raccolti.
Il traffico di documenti falsi fiorisce ormai da anni. Nel 2010 le autorità spagnole e thailandesi arrestarono i membri di una banda internazionale che forniva documenti falsi ai militanti. Secondo le autorità questa banda diede i documenti falsi a chi poi mise le bombe nel 2004 a Madrid….
La capitale thailandese sembra anche vantare esperti nel creare dei falsi visti.
“La Thailandia è un territorio fertile per gente che cerca passaporti europei e qui ci sino tanti stranieri e tante visite di stranieri” sostiene un diplomatico.
Secondo il ministro degli esteri sono almeno 60 mila i passaporti thailandesi e stranieri rubati o persi in Thailandia tra gennaio 2012 e giugno 2013. …. A Phuket, dove a Maraldi fu rubato il suo passaporto, ogni mese sarebbero almeno dieci i passaporti rubati o persi.
Secondo il capo della polizia di Phuket Angkarn Yasanop gli stranieri possono guadagnare almeno 200 dollari se vendono il passaporto. Tanti di questi finiscono nelle mani di gente della regione che vuole emigrare per lavoro.
Un ex console onorario australiano a Phuket, Larry Cunningham ha confermato che un problema enorme è costituito dai turisti che lasciano come deposito il passaporto quando affittano un motorino o i jetskis sul mare. Operatori malvagi poi fanno presunti denunce di danno al mezzo affittato. Il turista che non vuol pagare fa la denuncia di passaporto rubato alla propria ambasciata e ne ottiene uno nuovo. Il vecchio vene venduto al mercato nero.
“Phuket ha tantissime caratteristiche sgradite e non tutte dipendono dai Thai. Non mi sorprende nulla di Phuket”. Dice Cunningham.
Il database dell’Interpol dei documenti di viaggio rubati e persi contiene 40 milioni di dati da 167 paesi, ma il suo segretario generale sostiene che non sono molte le nazioni che lo usano.
“La cattiva notizia è che nonostante che abbia influenza sui costi in modo notevole e lo si possa utilizzare dovunque nel mondo, solo una manciata di nazioni lo usano sistematicamente per fare lo screening dei passeggeri.” dice Ronald Noble segretario generale dell’Interpol.
Apichart dice che i database thailandesi non sono linkati a quelli dell’Interpol in modo appropriato.
“La tecnologia che usiamo per verificare le carte di identità fraudolente è antiquata in vari punti di entrata nel paese”
Amy Sawitta Lefevre, Reuters