Casalinga di Medan tra stigma e vergogna e marito incurante

Listen to this article

Si era ammalata ancora una volta pensando che si trattasse di un’infezione del tratto urinario e ancora una volta Meli, una giovane casalinga di Medan, nell’isola indonesiana di Sumatra, andò come sempre alla farmacia, senza preoccuparsi troppo, a comprare qualche farmaco da banco.

HIV in crescita

Ma i sintomi che aveva, una minzione dolorosa accompagnata da sangue alla vagina, continuavano a tormentarla, anche dopo aver consultato un urologo, il quale la mandò da un ginecologo dopo aver ascoltato i suoi sintomi di prurito e bruciore vaginali.

Il ginecologo le fece fare le analisi per verificare di quale infezione di malattia sessuale trasmissibile soffrisse la casalinga di Medan che alla fine venne a sapere di aver contratto la clamidia e la tricomoniasi.

“Sono rimasta sbigottita” racconta la donna di Medan. “Ho sempre fatto sesso con mio marito a cui sono sposata da otto anni, ed ho fatto le analisi preliminari per le malattie sessualmente trasmesse quando ero in attesa di mio figlio”.

Le analisi di allora furono tutte negative, ricorda la casalinga di Medan che ha capito che suo marito le è stato infedele dopo aver partorito.

“Fu un vero colpo allo stomaco. Passai giorni a piangere di continuo. Era proprio imbarazzante prendersi una malattia sessuale da madre e da moglie” ricorda Meli.

L’esperienza di Meli però non è affatto l’unica e la hanno vissuta tante mogli in Indonesia.

Le statistiche ufficiali del Ministero della sanità dicono che le malattie sessualmente trasmissibili sono in crescita in Indonesia e chi ne soffre molto di più sono le mogli.

I dati governativi di maggio dicono che il 35% dei nuovi casi di HIV in Indonesia è costituito da donne di casa, una percentuale che supera i compagni o compagne dei lavoratori del sesso o degli uomini che hanno sesso con altri uomini.

La questione secondo il ministero sembra legata ad una scarsa coscienza sulla salute sessuale e sul comportamento sessuale dei partner.

Il ministero si attende che i casi di HIV questo anno continueranno a crescere. I nuovi casi tra le casalinghe sono cresciuti secondo il ministero di 5100 casi all’anno.

Ma in Indonesia, come in tanti paesi del mondo, lo stigma e il pregiudizio impediscono di avere dati e statistiche affidabili sul tasso di HIV e Malattie sessualmente trasmissibili. Spesso molti non si fanno né le analisi né cercano un trattamento medico, nonostante che gli esperti hanno messo in guardia contro la tendenza crescente alla crescita.

“Questa non è affatto una cosa nuova perché dieci o quindici anni fala tendenza era già in crescita, specie nelle grandi città come Giacarta, Bandung e Medan” dice il medico ed epidemiologo Dicky Budiman, il quale nel 2006 gestì in Indonesia un programma di lotta all’HIV e alle malattie sessuali trasmissibili.

“I mariti infettano le loro mogli e poiché gli organi sessuali femminili sono interni l’infezione è di solito trovata solo molto tardi” dice Budinam che ricorda anche il fenomeno ping-pong, in base al quale gli uomini “si rendono conto di essere infetti da malattie sessualmente trasmissibili” perché queste malattie sono spesso più facili da riconoscere in loro. Basta, ad esempio, un cambiamento nella minzione e si recano dal medico dove ricevono un trattamento.

Ma finché non è curata anche la loro moglie, sono destinati a reinfettarsi, aggiunge il medico.

A queste infezioni bisogna aggiungere quelle dei bambini durante la gravidanza, perché per esempio l’HIV può passare ai neonati durante la nascita o durante l’allattamento.

Il rischio di trasmissione dell’HIV da madre a neonato può comunque essere ridotto, una volta che si conosca se la madre è positiva, con misure particolari come dare alla futura madre o al neonato medicine antiretrovirali anche attraverso l’allattamento al biberon.

Si è calcolato che la trasmissione dell’HIV in Indonesia avviene tra il 20 e il 45% dei casi da madre al figlio, insieme al sesso non sicuro, alla condivisione di siringhe e di trasfusioni di sangue.

Crescono anche i casi di sifilide dai 12mila casi del 2016 ai 21mila del 2022 sempre secondo le statistiche ufficiali. Secondo un medico il 60% dei malati di sifilide non riceve alcun trattamento.

“Il basso tasso di trattamento lo si deve alla vergogna e allo stigma. Ogni anno, su 5 milioni di gravidanze, solo nel 25% delle donne si ricerca la sifilide” dice il dott. Syahril, portavoce del ministero della sanità. “Su 1,2 milioni di donne incinta analizzate 5590 erano positive alla sifilide”

La sifilide può essere trasmessa al feto nel grembo materno accrescendo le possibilità di un aborto spontaneo, ma può essere curata con antibiotici che salvano i pazienti da gravi rischi alla salute, insufficienza cardiaca, crisi epilettiche e demenza.

Per il dottor Budiman c’è bisogno che cambi il modo in cui il governo controlla le malattie sessuali trasmissibili che non è cambiato negli ultimi 15 anni. Già una migliore comunicazione pubblica aiuterebbe a normalizzare le analisi specie tra le donne.

La giovane casalinga di Medan Meli ha avuto il trattamento antibiotico per le sue infezioni che per fortuna non includono né l’HIV né la sifilide, ma questa esperienza le ha provocato ferite psicologiche da sanare, ed ha deciso di chiudere anche la sua esperienza matrimoniale.

“Mi fidavo di mio marito, ma lui non solo mi ha tradito, ha avuto sesso non sicuro che mi ha dato due infezioni. Peggiore di questo tradimento è stato la sua completa mancanza di considerazione per la mia salute”.

Aisyah Llewellyn, SCMP

Taggato su:
Ottimizzato da Optimole