Processo contro la Birmania al ICJ per genocidio: opinione pubblica divisa

L’inizio prossimo del processo contro la Birmania, o Myanmar, presso l’Alta Corte dell’ONU a L’Aia per genocidio dei Rohingya vede posizioni contrastanti sul sostegno ad Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato birmano, ed al suo gruppo di avvocati di difesa da parte del partito di governo e di alcuni gruppi etnici.

Ma in molti in Birmania sostengono che i militari birmani meritino di dover rispondere dei crimini commessi durante le sue decennali brutali campagne etniche.

Processo contro la Birmania
foto AP

La denuncia fu fatta alla Corte Internazionale di Giustizia, ICJ, dal Gambia il mese scorso per conto della Organizzazione della Cooperazione Islamica che raggruppa 57 paesi perché la Birmania o Myanmar è responsabile di atti di genocidio intesi a portare la distruzione del gruppo di minoranza musulmana Rohingya nella repressione del 2017.

Nel 2017, le forze di sicurezza birmane presero di mira le comunità Rohingya del Rakhine settentrionale con una campagna di repressione fatta di omicidi stupri di massa, torture indiscriminati che portarono migliaia di morti e spinsero 740 mila Rohingya a passare nel vicino Bangladesh dove tuttora vivono in vasti campi profughi.

La repressione indiscriminata si era resa necessaria, secondo il governo birmano ed Aung San Suu Kyi, come misura di controinsorgenza contro militanti musulmani che condussero attacchi mortali su postazioni della polizia. Il governo birmano e Aung San Suu Kyi si sono sempre rifiutati di condurre indagini credibili ed indipendenti su quanto accadde in quei giorni rovinando la reputazione internazionale che Aung San Suu Kyi si guadagnò durante gli anni di lotta contro la dittatura militare.

I sostenitori della Aung San Suu Kyi, che si appresta insieme ad altri membri del governo e militari a recarsi a L’Aia per il processo contro la Birmania che inizierà tra il 10 e 12 dicembre, hanno tenuto manifestazioni in varie città birmane, mentre le comunità birmane all’estero si preparano a mostrare il loro sostegno agli eventi.

Il portavoce del NLD al governo Myo Nyunt ha detto che il suo partito sostiene le manifestazioni e che alcuni andranno in Olanda per sostenere il consigliere di stato nonché ministro degli esteri.

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A sostenere Aung San Suu Kyi ci sono alcuni gruppi etnici che hanno firmato un accordo di pace col governo Birmano, come i Wa, Mongla e RCSS dello stato Shan.

“Siamo fieri di sostenerla nell’assumersi la responsabilità e di andare a sostenere il processo” ha detto Nyi Rang del UWSA, esercito dello stato Wa unito, dalla città di Lashio nello stato settentrionale Shan.

Il presidente del PNLO, organizzazione di liberazione nazionale Pa-O, Khun Okkar ha sostenuto che i gruppi armati etnici devono andare a difendere il paese a livello nazionale.

“Per molti gruppi armati etnici, la causa ICJ è stata lanciata contro il paese ed ognuno è quindi responsabile per le accuse. Abbiamo bisogno di mostrare la nostra solidarietà al governo che vuol dimostrare che le accuse non possono essere classificate come atti di genocidio” ha detto Khun Okkar che ha aggiunto: “Non abbiamo una posizione comune sulla questione. Ho sentito uno o due gruppi che sostengono che questa questione è importante per i militari o il governo, e non per noi. Ma è una posizione che non riguarda tutti i gruppi armati etnici”.

E questa posizione di sostegno al governo birmano non è affatto condivisa da tre organizzazioni etniche armate, non firmatarie del patto nazionale di cessate il fuoco, che hanno espresso la loro posizione di sostegno al Gambia nel processo contro la Birmania davanti al ICJ.

Il 28 novembre Arakan Army (AA), Esercito di Liberazione nazionale Ta’ang (TNLA) e Esercito dell’Alleanza Democratica Nazionale del Myanmar (MNDAA) che combattono contro l’esercito birmano nel Rakhine Kachine e stati Shan, sostengono che le forze militari birmane si sono rese responsabili di genocidio, etnocidio ed attacchi contro le minoranze etniche nei 70 anni di guerra civile del paese, e che sostengono gli sforzi per perseguire la Birmania per le accuse simili sia a L’Aia che in una corte federale argentina.

“La gente della Birmania è perseguitata dai militari da tanti anni.” ha detto Khine Thukha del Arakan Army. “Aung San Suuu Kyi non dovrebbe difendere criminali di guerra che provano a nascondersi dietro lo slogan accuse contro la nazione. Avrebbe dovuto mostrare di stare dalla parte della giustizia”

Processo contro la Birmania

“Sia la corte penale internazionale che l’ICJ vogliono perseguire i capi militari birmani che hanno commesso crimini di guerra. E’ la cosa migliore cooperare con gli sforzi internazionali per perseguire e punire i criminali di guerra. Solo allora si fermeranno dal commettere ulteriori crimini di guerra” ha aggiunto Khine Thukha.

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Delle organizzazioni etniche all’estero, come la statunitense Nationalities Alliance of Burma, la canadese Canadian Burma Ethnic Nationalities Organization, e la malese Coalition of Burma Ethnics hanno salutato positivamente il caso giudiziario contro la Birmania, notando che altre nazionalità etniche birmane hanno vissuto gli stessi abusi dei diritti e persecuzioni dei Rohingya.

Cheery Zahau, militante dei diritti di etnia Chin, ha detto che questa decisione di Aung San Suu Kyi di guidare il gruppo di difensori al processo contro la Birmania al ICJ è un tentativo di guadagnare sostegno politico e assicurarsi allo stesso tempo la fiducia dei militari.

“Invece di andare a difendere il paese alla Corte Internazionale di Giustizia dovrebbe lavorare a fare dei cambiamenti radicali per fermare le violazioni dei diritti e proteggere i cittadini” ha detto Cheery Zahau a RFA Birmania.

La Comunità Karen Nel Mondo che raccoglie 50 gruppi Karen nel mondo ha detto di sostenere la causa intentata contro i militari birmani che hanno commesso molti crimini di guerra.

“Come accaduto per i Rohingya la nostra gente Karen soffre da decenni di sistematiche violazioni di diritti umani da parte dei militari birmani” si legge in una dichiarazione dell’organizzazione.

“Comunità Karen Nel Mondo è fortemente rincuorata da queste denunce presso la ICJ e ICC perché mandano un segnale chiaro al comando dell’esercito birmano che la rete della giustizia si sta stringendo intorno e che i loro giorni di impunità per i crimini contro tutte le etnie birmane sono numerati”

“Per prevenire il genocidio in Birmania dobbiamo sostenere gli sforzi del ICJ” ha detto Duwa Bamaw presidente dell’Organizzazione Nazionale Kachin che incoraggia la gente Kachin a sostenere gli sforzi di perseguire la Birmania all’ ICJ. “Non dobbiamo sostenere il governo. Significa che sostenete chi ha commesso i delitti”

RFA Birmania